Una storiella al mese
maggio

 

Capitali pazze

 

“Quando esci di casa non scordare Reykjavik”

mi raccomanda sempre mia Madrid

“accendi la luce, che in corridoio c’è un tale Budapest

che non si vede a un palmo di naso.”

“A proposito, non dimenticare i fazzoletti

e Sofia il naso, Cairo.”

“Ma Santo Domingo!, mamma, sono Gange, ormai” le rispondo un po’ seccato “perché, invece di scocciare me, non lo Addis Abeba.”

In effetti, Beba, quella svampita di mia sorella,

ha sempre la testa tra le nuvole:

esce di casa senza il Gibuti,

non sta Atene alle pozzanghere e ci finisce dentro….

Inoltre spesso si inciampa e cade in Teheran

Belgrado io le raccomandi sempre di fare molta attenzione.

 

Un giorno io e lei siamo andati al ristorante. Un posticino dove si mangia una frittata talmente Lisbona da leccarsi i baffi.

Alla fine del pranzo arriva una macedonia con un ottimo Singapore e mia sorella esclama: “accidenti Stoccolma!”

“Per forza hai mangiato troppa trippa” la rimbrotto.

“Infatti. Praga tu” mi dice la Tirana quando poi arriva il conto.

Come sempre pago io e, siccome son brillante, lascio anche la Francia al cameriere.

Dopo un buon caffè usciamo a fare due passi sul lago. Alti nel cielo sfrecciano due aeroplani che si salutano incrociandosi: “Buenos Aires!”

Seduti sulla panchina del lungolago ci imbattiamo in due piccioncini.

“Come sei Berlino” dice la ragazza al suo fidanzatino.

Lui le mostra un bell’anello e lei esclama emozionata:

“che Lussemburgo!”

Mia sorella, quella ficcanaso, senza essere stata interpellata si sente in dovere di commentare: “E’ carino, vero?, l’ha comprato alle bancarelle per tre euro e novanta!”

La ragazza la prende male. Non se l’aspettava proprio.

“Non è possibile! Stoccolma di te.” inveisce contro il povero ragazzo “questa è la tua ultima Ungheria. Ieri mi hai dato Bucarest, oggi mi regali questo anello falso. Ci scommetto che la collana del mio compleanno era pure Rabat.”

“Mi scusi se insito” interviene ancora mia sorella “il suo fidanzato, mi dia retta, Danimarca molto male. Fossi in lei lo terrei bene Tokio.”

“Ma, insomma” la redarguisco io “è possibile che non ti fai mai gli affari tuoi. Sei sempre Taipei. Qualunque cosa accada in città, tu sei sempre nei Parigi a metterci il becco.”

Mia sorella si zittisce. La ragazza mi guarda quasi adorante.

Oh santo cielo, non volevo far colpo su di lei, volevo solo dare una raddrizzata a quella Varsavia di mia sorella.

La biondina, invece, si avvicina e sbatte le palpebre come una libellula.

“Mio eroe…” sussurra con voce mielosa “quanto sei Dublino, quanto sei coraggioso… Ti  ho appena conosciuto e già ti Amsterdam. Staremo tanto Berna io e te.”

“Shangai Shangai Shangai, meglio che ce la diamo a gambe. Temo che la ragazza si sia presa una cotta”.

“Priština” mi esorta Beba “alza i Tallin e Fiuggi via!”

“Ehi” si intromette il fidanzato tradito “Fiuggi non è una capitale.”

“Giusta precisazione, ragazzo. Ad ogni buon conto io me ne Vaduz!”

 

claudio comini © RIPRODUZIONE RISERVATA

puoi trovare tutte le storielle dei mesi scorsi pubblicate nel libro "Quaderno di un ripetente", Edizioni San Paolo, 2013