settembre

La storia nota del notaio di Noto

 

Alla scuola elementare Galileo Galilei Galinoi Galilessi, gli alunni erano tremendi. Ne combinavano di tutti i colori e i professori avevano totalmente perso il controllo su di loro.

Così il dirigente Aristide Strozzacolli decise di assumere un notaio.

E’ risaputo che il notaio è un signore che dispensa note per mestiere. Ma forse non tutti sanno che per diventare dei bravi notai sono richiesti anni di studio e applicazione. Bisogna conoscere a fondo ogni tipo di nota. Da quelle più banali come la nota sul diario, fino ad arrivare a quelle più desuete e – oserei dire meno note – come la nota a piè di pagina, la nota spese, la nota a margine, la nota musicale, la nota esplicativa, la nota disciplinare, e via annotando.

Il dirigente Aristide Strozzacolli, naturalmente, si avvalse di un notaio con una splendida carriera alle spalle. Un vero esperto. Era il notaio più noto di Noto. Un professionista stimato e degno di nota.

 

Come se non bastasse, per rendere più efficace l’azione del nuovo assunto, il dirigente decise di pagarlo a prestazione: più note il notaio avrebbe fatto, più sarebbe stato pagato a fine mese.

Fu così che nel breve lasso di una settimana alla scuola elementare Galileo Galilei Galinoi Galilessi si diffuse il panico. Ogni pretesto divenne buono per rifilare una nota.

Se chiedevi di andare in bagno correvi il rischio che il notaio ti sorprendesse nei corridoi.

“Cosa fai fuori dall’aula?”

“Mi scappa la pipì.”

“Non è vero. E’ una scusa per andare a farti un giro. Nota!”

Anche l’intervallo divenne un momento di puro terrore.

“Che ci fai nel cortile?”

“Mi sgranchisco un po’ le gambe.”

“Sgranchirsi è contro il regolamento. Nota!”

In breve il notaio divenne così solerte che dispensava note alla rinfusa anche quando i ragazzi uscivano dalle aule per andare a casa dopo il termine delle lezioni. Bloccava un paio di malcapitati a casaccio e li aggrediva:

“Dove andate così di fretta?”

“A casa.”

“Eccesso di velocità. In questo modo dimostrate che a scuola non ci state volentieri. Doppia nota.”

Per evitare di prendere la nota i ragazzi cominciarono ad ingegnarsi in mille modi: c’era chi si calava dalla finestra al termine delle lezioni, chi si vestiva dalla testa ai piedi color senape, per mimetizzarsi contro il muro della scuola, e chi rimaneva ore e ore in classe ad aspettare che il notaio se ne andasse a casa.

Ma il trucco più sensazionale lo adottò quella lince di Severino che per una settimana venne a scuola vestito nel modo seguente: scarpe col tacco per aumentare la statura, giacca a quadrettoni del nonno, con tanto di cravatta e baffi finti, che aveva utilizzato nella commedia di fine anno della passata stagione.

Come detto per qualche giorno il trucco funzionò e Severino venne scambiato per il dirigente in persona.

“Buon giorno, Direttore” lo salutava il notaio.

“Buon giorno a lei, signor Notaio” rispondeva il nostro facendo la voce roca.

Purtroppo a tradire il temerario Severino fu il nodo alla cravatta molto approssimativo che, una brutta mattinata di venerdì,  era stato costretto a farsi da sé per via del fatto che il nonno era uscito a comprare il giornale.

“Buon giorno, Direttore” aveva detto il notaio notando immediatamente lo strano nodo scorsoio. Severino, quella volta, non rispose e cercò di sgusciare via alla chetichella tra gli altri alunni, ma il perfido notaio gli tirò i baffi e scoprì l’imbroglio.

La nota che Severino si guadagnò per quel suo travestimento fu speciale e memorabile: Nota Massima a Ricalco sul Registro con Rimbalzo sul Diario aggiunta di Iscrizione sul Registro degli Espulsi. Un colpo da manuale che il notaio teneva in canna per le grandi occasioni.

Da quel venerdì mattina il terrore tornò a regnare sovrano, anzi si ingigantì. Nessuno osò più travestirsi, nessuno si fidò a saltare dalla finestra. I più rimasero in classe come reclusi in attesa della condanna mentre i più rassegnati sfilavano nei corridoi sperando di non essere beccati o di portare a casa una nota simplex. Era sempre meglio della Nota Massima con Ricalco.

Tuttavia il mercoledì successivo avvenne un fatto nuovo.

Il Notaio, in preda a un autentico raptus di notomania stava dispensando note a piè sospinto e a piè di pagina, quando arrivò il direttore Aristide Strozzacolli che volle complimentarsi con lui.

“Buon giorno, signor Notaio, lei è un vero toccasana per la nostra scuola.”

L’altro non gli rispose nemmeno avvicinandosi sospettoso. Poi fece un ghigno di soddisfazione, afferrò con forza i baffi e tirò con quanta forza aveva.

Il Dirigente cacciò un urlo scomposto e raccapricciante.

Il notaio si rese conto all’istante dell’equivoco, ma ormai era troppo tardi. Non fece a tempo a scusarsi. Aristide Strozzacolli sentenziò:

“Lei e’ licenziato. Prenda nota!”

 

 

claudio comini © RIPRODUZIONE RISERVATA  

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